sexta-feira, 21 de agosto de 2015




No ho piu' parlato ai quadri da quando i loro colori sono scappati via come cani randagi impauriti.
Tengo stretto tra le mani il non senso sensato dei tuoi capelli nella mia bocca.
Recito a memoria tutto quello che ho scordato.
Mi scaravento su di te come un verso venuto male
e ti schiaccio
di "recondite armonie"
ma disarmonici sono oramai i miei gesti quotidiani.
Sciolgo nell'acqua aspirine e zollette di zucchero
e bevo
maleducatamente
la tua faccia che cospira con le ombre cinesi
che senza ritegno fanno all'amore dietro a un paravento rincuorato dalle candele.
Non sono piu' quello di domani
e oggi
forse
ti regalero' un rasoio
e ti porgero' i miei polsi
per il nostro ennesimo
suicidio di vita.

"DISARMONICI GESTI QUOTIDIANI"
- (Enrico Nascimbeni) –
 Tratta da "Sognando di vivere a trecento all'ora su una macchinina a pedali"
- Rupe Mutevole Edizioni )

 





(...) Tal pecador sueño licores
musica, cheiro divino de flores
en las noches amenas
por el si de tus labios
noble dama imaginaria
diga que me ama
bajo la luz de una vela
se agarre en mi cuello
tal musgo a la piedra calcárea
suelte su beso en la brisa de mi boca
y espante las hienas del recelo odioso
descubra mis ansias más lindas, me desamarre!

Edgar Alejandro



Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
se tu risvegli la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso nè i tuoi passi,
non voglio che muoia la tua eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.

E' una casa sì grande l'assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell'aria.

E' una casa sì trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente

Pablo Neruda

#Pablo #Neruda –da Cento sonetti d'amore (1959)


Cerco il giorno nella notte,
ma chiudo gli occhi

Sogno la luce,
mentre faccio l’amore col buio

Leggero come una piuma,
vorrei danzare sulla tua pelle

Perdermi tra i tuoi seni,
torri gemelle

Il brivido,
nell’intreccio delle nostre lingue

Una mano la sua corsa prosegue

Pelle morbida la tua,
su cui scorrere

Voglia non doma poi,
di ripercorrere

Prenderti,
afferrarti per sentirti mia

Fermare l’orologio del tempo,
fosse anche solo un istante

Non ti canterei un elogio,
sprecando parole

Ti amerei ,
abbandonandomi
ad ogni intento

Christian Chelli -

Bandolero Stanco





terça-feira, 11 de agosto de 2015




CONOSCENDOTI



Ti scopro

dei tuoi pregi

e mi confondi.

Di voci avvolgi

trai miei sguardi

nei tuoi occhi persi

le mie labbra accogli.



Rivederti, trai tuoi gemiti

a me rivolti, non volermi

se il tuo cuore non ascolti,

mi sconvolgi di gesti semplici

appartienimi fin a sorprendermi.

Oh anima gitana posso perdermi

che col bacio prenderti, rubi attimi



a me complici



@Salvatore Angius


 


Capelli neri,
sciolti al vento

Cornice
per occhi profondi

Dolcezza che gioca,
spensierata
con la bellezza

Una tela bianca,
vergine canovaccio

Un pennello intinto,
nei colori del cuore



@CC  Christian Chelli –

 Bandolero Stanco


Photo -collection of Monica Bellucci